A PLACE FOR ART #1. Simone Dulcis, Lea Gramsdorff e Francesca Randi al Ghetto

Da sabato 27 giugno al 26 luglio, il centro comunale d’arte il Ghetto apre le porte ad un nuovo progetto rivolto al mondo degli artisti ospitando per un mese gli atelier di Simone Dulcis, Lea Gramsdorff e Francesca Randi.

Il primo terzetto del progetto A place for art, vede confrontarsi e dialogare la pittura informale di Simone Dulcis, sempre drammatica e passionale, con l’intimità del linguaggio simbolico e rarefatto di Lea Gramsdorff; al surreale e onirico volge l’impianto compositivo di Francesca Randi, che restituirà una documentazione originale coinvolgendo il pubblico nel suo progetto.
A place for art. Studi d’artista al Ghetto è curato dagli storici dell’arte Simona Campus e Efisio Carbone per Consorzio Camù.

IL PROGETTO

Un luogo dove ospitare l’arte quando gli artisti attraversano periodi di grande difficoltà, come è accaduto e sta ancora accadendo per la pandemia dovuta al COVID 19. Da sabato 27 giugno e fino al 18 ottobre sarà questa la principale missione del Centro comunale d’arte e cultura Il Ghetto, a Cagliari, trasformarsi in un grande studio/“casa” per 9 artisti.

A place for art. Studi d’artista al Ghetto – dicono i due curatori – muove dalla necessità di affrontare in maniera positiva e concreta le difficili circostanze determinatesi – anche nel sistema dell’arte – in seguito all’emergenza pandemica covid-19, creando un’occasione inedita per supportare gli artisti operanti nel territorio e contribuendo, allo stesso tempo, al processo di ricostruzione di una nuova socialità. Oggi più che mai, infatti, l’arte e la cultura non possono e non devono diventare marginali, ma al contrario assumere un ruolo centrale per la definizione di nuovi paradigmi e per l’attivazione di nuove relazioni, a partire dal tessuto sociale cittadino: per ricucire, insomma, le connessioni e rigenerare il senso di appartenenza alla comunità”.

Il progetto, dal titolo A place for art. Studi d’artista al Ghetto, rientra nell’ambito della programmazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari.

IL GHETTO SI TRASFORMA IN UN ATELIER D’ARTISTA

Ogni mese Il Ghetto ospiterà in residenza, contemporaneamente, tre diversi artisti, che ricreeranno il proprio atelier e lo renderanno accessibile: presenteranno una selezione di opere precedentemente realizzate, appartenenti a differenti momenti di ricerca, e contestualmente lavoreranno, in maniera continuativa, a nuove creazioni, interagendo tra loro e con i visitatori. In totale sicurezza, i visitatori potranno a loro volta vivere un’esperienza unica ed esclusiva: entrare dentro il processo creativo di un’opera, seguendone le varie fasi di elaborazione, e interloquire a tu per tu direttamente con gli artisti, in un’atmosfera riservata, informale, senza inibizioni. Accanto agli spazi propriamente destinati ad atelier, alcune parti del Ghetto vengono riallestite come spazi sociali dell’epoca post-covid, pensati per incentivare la condivisione e lo scambio di idee, aprendo alla possibilità che si generino collaborazioni inter-artistiche, incroci e ibridazioni tra i differenti linguaggi del contemporaneo. Per tutta la durata del progetto, le riflessioni proposte, la conoscenza degli artisti e del loro lavoro vengono affrontati e approfonditi attraverso incontri, talk e altre iniziative, affidate a dirette streaming e altri strumenti di comunicazione online.

Simone Dulcis nasce a Milano nel 1971. Vive a Cagliari. Artista informale. Scenografo e sound-designer in produzioni di teatro contemporaneo.

Tra il 1995 e il 2008 partecipa a seminari di formazione per attori, approfondendo lo studio sullo spazio scenico.
Tra il 2000 e il 2004 partecipa ai progetti artistici del Centro Culturale Man Ray di Cagliari, sotto la supervisione dell’artista Wanda Nazzari.
Tra il 2002 e il 2010 progetta e conduce laboratori sull’espressività del colore. Partecipa a “laboratori di servizio integrati” per la tutela della salute mentale.
Socio fondatore della Compagnia d’arte Circo Calumèt.
Dal 2004 progetta e realizza scenografie teatrali.
Nel 2011 e 2012 Intraprende, come allievo dell’artista Gabriella Locci, un lavoro di sperimentazione sull’incisione presso Casa Falconieri (Ca).
Membro fondatore del gruppo multimediale “The Forest”.
Co-ideatore del progetto Dolce Gramofon (Dulcis/Gramsdorff).

Il suo lavoro esplora i conflitti della condizione umana e il rapporto spirituale con la natura.
Il processo compositivo pittorico è basato prevalentemente sull’utilizzo del bitume il quale, assieme alle campiture di colore precedentemente dipinte, viene smaterializzato e ricomposto attraverso reazioni chimiche guidate dall’artista. Questa co-operazione (definibile anche come “co-creazione”) tra artista, materia e superficie pittorica, ricerca ed esprime nel risultato finale dell’opera uno stato di equilibrio e al contempo di tensione tra Uomo e Cosmo.

Contatti

email: simone.dulcis@gmail.com
website: www.simonedulcis.it

Lea Karen Gramsdorff nasce a Lecco nel 1974.
Attrice, pittrice e regista di origini tedesche, diplomata presso la “Scuola Nazionale di Cinema” a Roma. Dal 2001 vive a Cagliari.

Lea Gramsdorff si sofferma sul rapporto tra individuo e collettività, partendo dalla fascinazione del quotidiano per raccontare il nostro tempo così come la memoria storica. La sua ricerca si avvale di spunti letterari e nel suo lavoro si riconosce l’influenza di cinema e teatro nella ricerca di “un’inquadratura” che collochi la figura in uno spazio pittorico o grafico per diventare racconto.

Contatti

email: leagramsdorff@gmail.com
website: www.leagramsdorff.eu

Francesca Randi nel 1999 incontra il mezzo fotografico.

Sviluppa uno stile personale, onirico, con un immaginario fortemente surreale. L’identità, l’infanzia e l’adolescenza, il paesaggio notturno in bilico tra l’incubo quotidiano e la solitudine esistenziale, l’inconscio, il doppio, la wunderkammer e il perturbante: sono alcuni dei temi affrontati da Randi. Attualmente vive e lavora a Cagliari come fotografa e insegnante di fotografia.

Contatti

email: randimarlene@hotmail.it
website: https://francescarandi.tumblr.com/

POCHE E SEMPLICI REGOLE PER VIVERE UN’ESPERIENZA DI VISITA DEL TUTTO NUOVA

Il pubblico del Ghetto potrà accedere alle mostre preferibilmente su prenotazione telefonica o attraverso email e comunque in numero non superiore a quindici persone contemporaneamente con turni di un’ora ciascuno. Una modalità che di sicuro consentirà un’esperienza di visita più intima, a diretto contatto con gli artisti e le opere esposte. Guarda il video ⇒

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