Didattica – Castello di San Michele

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Alla corte di Violante

Il Castello di San Michele sorge su uno dei colli cagliaritani e offre uno sguardo a 360 gradi sulla città…

PROGETTO CENTRI COMUNALI IN PILLOLE. ALLA SCOPERTA DEL CASTELLO DI SAN MICHELE

Il Castello di San Michele

Il Castello di San Michele è un monumento simbolo di Cagliari e uno tra i luoghi più suggestivi della città.
Nel corso della sua lunga vita ha ricoperto diverse funzioni, fino a divenire, a partire dal 2001, uno dei Centri Comunali d’Arte e Cultura del Comune di Cagliari.
La riapertura al pubblico è avvenuta in occasione dell’inaugurazione della mostra “Da Renoir a Picasso” del Petit Palais di Ginevra, e da allora il Centro ha ospitato importanti esposizioni e attività culturali.

Panorama e geolocalizzazione

Il Castello di San Michele è un elemento imprescindibile del panorama cagliaritano. La sua sagoma, difatti, può essere osservata e riconosciuta a chilometri di distanza, dalla costa del Golfo degli Angeli fino ai territori più interni della Pianura del Campidano.

Ingresso principale

L’attuale ingresso del Castello di San Michele, frutto della ristrutturazione avvenuta negli anni ’90, è rivolto a sud in direzione del porto ma il vero ingresso storico era collocato lungo le mura orientali. Ancora oggi sono conservati diversi elementi architettonici che ci permettono di immaginare quale fosse il suo aspetto. Si presume la presenza di un grande portale a doppio battente, di una saracinesca e di un ponte levatoio ligneo che consentiva l’attraversamento del fossato.

La Chiesa di San Michele

Nelle mura occidentali del Castello di San Michele sono conservati i resti di una chiesa campestre che secondo le fonti può essere datata intorno al 1100. Della chiesa, intitolata all’arcangelo Michele, sono rimasti due grandi aperture rettangolari, gli ingressi, e delle piccole finestre. Oggi vediamo solo una piccola parte e possiamo pensare che i Carroz, importante famiglia che abitò il castello, l’avessero mantenuta per poterla utilizzare come cappella privata.

Feritoie e merlature

Come ogni buon castello medievale anche quello di San Michele presentava degli elementi difensivi e offensivi. Le feritoie, piccole finestre verticali strette e allungate, erano inserite nelle torri e consentivano ad arcieri e balestrieri di scagliare i propri attacchi senza essere colpiti. 

Una lunga merlatura era presente in prossimità delle mura perimetrali e tra i merli, sul finire del settecento, vennero adagiati degli imponenti cannoni e delle spingarde come rinforzo alla struttura

Fossato e scarpa

Il Castello presentava degli eccellenti elementi difensivi che ne contraddistinguono tuttora la sua fisionomia: attorno alla fortezza, ad esempio, un alto fossato è incavato nella roccia calcarea del colle, mentre dei particolari muri di rinforzo obliqui, che nel loro insieme prendono il nome di “scarpa” o “scarpatura”, sono aggiunti alla base delle torri orientali con il compito di ostacolare l’avanzata delle macchine d’assedio di un eventuale nemico.

Gli Stemmi

Nell’ingresso orientale del Castello di San Michele, al di sopra del portale storico, sono ancora visibili due stemmi trecenteschi a forma di scudo. Quello sulla sinistra è un’ulteriore testimonianza della presenza della famiglia Carroz nella storia del castello, quello sulla destra raffigura una struttura a tre torri, simbolo del quartiere “Castello” di Cagliari.

Le Torri

Il Castello di San Michele si distingue dal classico castello medievale per la presenza di sole tre torri angolari realizzate in periodi diversi tra loro. Le due torri a est, di maestranza pisana, risultano più basse e sono realizzate con blocchi di pietra regolari, la terza torre invece, più alta e costruita durante la dominazione aragonese dell’isola, è composta da pietre di piccole dimensioni unite tra loro. 

All’ultimo piano della torre sud-est vi erano le sfarzose camere da letto dei membri della famiglia Carroz.

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