Didattica – Ghetto

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GUIDA GIOCOTURISTICA DEL GHETTO

Piccola guida giocoturistica del Ghetto Esplorare le segrete della Caserma San Carlo, affacciarsi dalla finestra del Castello di San Michele…

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MOSTRA PERMANENTE “CAGLIARI MOSAICO MEDITERRANEO”

Cagliari Mosaico Mediterraneo

Un viaggio attraverso la storia millenaria della città di Cagliari e al suo straordinario patrimonio artistico, grazie a una nuova…

GAME TOUR – IL GHETTO

Game-tour Il Ghetto

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PROGETTO CENTRI COMUNALI IN PILLOLE. ALLA SCOPERTA DEL GHETTO

Il Ghetto

Lo spazio, parte integrante e caratterizzante del Bastione di Santa Croce, nel quartiere storico di Castello, sorse nel XVIII secolo per ospitare il reparto dei “Dragoni di Sardegna” ed ebbe funzioni militari fino al XIX secolo.
Oggi il Ghetto è un Centro Comunale d’Arte e ospita ogni anno un ricco palinsesto di mostre d’arte moderna e contemporanea.

Panorama e geolocalizzazione

“Il Ghetto” si trova nel cuore della città di Cagliari all’interno del quartiere storico di Castello. Dalla sua posizione elevata il panorama è contraddistinto dall’azzurro del Mediterraneo, dalle vette del Monte Arcosu e dei Sette Fratelli e dalle emblematiche tonalità e geometrie dei quartieri di Stampace e di Marina.

Ingresso e epigrafe

Il primo ingresso alla caserma ero localizzato lungo la via Santa Croce, subito dopo la curva e a pochi metri più in basso rispetto all’attuale accesso al museo. Sul portale d’ingresso è ancora ben conservata un’iscrizione in lingua latina che rimarca la presenza dei Savoia in Sardegna dedicando al re Carlo Emanuele III l’impianto militare.

Il “Ghetto degli ebrei”: falso storico

Ancora oggi il centro culturale Il Ghetto viene denominato erroneamente “Ghetto degli Ebrei” ma nella storia del monumento la presenza ebraica non trovò mai un riscontro delle fonti. Ha contribuito all’inesattezza del termine sia la vicinanza dell’ex caserma alla Juderia, un’area del quartiere abitata per lungo tempo da diverse famiglie appartenenti alla comunità ebraica, sia per il fatto che dopo la seconda guerra mondiale l’ex caserma divenne un luogo di rifugio per le famiglie più povere della zona, contribuendo a rafforzare l’inesattezza del suo toponimo.

La Sala della Corona e l’affresco

Uno degli spazi espositivi del Ghetto conserva un importante affresco in grave stato di conservazione che fuoriesce da una successione di strati di intonaco blu, rosa e giallo. L’elemento principale della raffigurazione è la grande corona che si staglia al centro, simbolo del potere della Casa Reale Spagnola. Appare chiaro che la sala dell’affresco, oggi chiamata Sala della Corona, fosse tra le più̀ importanti dell’antica caserma, probabilmente l’alloggio o l’ufficio del comandante.

Il Pozzo del vento

Per ovviare a delle condizioni di umidità, nel soffitto della Sala della Cannoniera venne progettato un foro quadrato, denominato “pozzo del vento”, per favorire il ricambio dell’aria e rendere più accogliente la vita dei soldati che vi abitavano. Questo particolare architettonico ha ingannato diversi studiosi con l’idea che la Cannoniera in realtà potesse essere una cisterna, ma la mancanza dei segni dello scorrimento delle corde e di cocciopesto nelle pareti e hanno fatto cadere tale suggestione.

Le Segrete

Nel punto più in profondità dell’intera struttura, che come ben sappiamo è in gran parte scavata sulla roccia calcarea, abbiamo un’area contraddistinta da ampie volte a botte che al loro interno conservano dei particolari banconi in pietra e dei lunghi comignoli. Non è ancora chiaro se questo ambiente, identificato col nome “Segrete”, venisse utilizzato come cucina o come luogo per ferrare i cavalli dei soldati che vivevano nella caserma.

La Sala della Cannoniera

Una delle sale più importanti del Ghetto degli Ebrei era la sala della Cannoniera. L’ambiente, interamente scavato sulla roccia calcarea del colle, era destinato ad accogliere il magazzino d’artiglieria, capace di custodire numerose armi tra le quali i cannoni. È ancora visibile il caratteristico soffitto voltato “a botte” e una lunga linea blu tracciata sulle pareti dei muri indicante l’originario livello pavimentale dell’antica casamatta.

La Porta di Soccorso

Sotto il quartiere di Castello si sviluppa una fitta rete di cunicoli che sono da ricollegare alla particolare qualità della pietra calcarea, ovvero un materiale tenero e semplice da scavare. Proprio all’interno degli spazi espositivi del Ghetto è visibile l’ingresso a una galleria sotterranea, nella Sala della Cannoniera difatti vi è ancora conservata una vera e propria via di fuga che i militari potevano utilizzare in caso di pericolo, la cosiddetta “Porta di Soccorso”.

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