L’EXMA inaugura a porte chiuse la mostra di Federico Clapis. Il finale è a sorpresa

Il 16 dicembre l’EXMA inaugura in modo alternativo la nuova esposizione: “Contact zone. Arte e comunicazione secondo Federico Clapis”, curata da Simona Campus e realizzata in collaborazione con Antonio Manca ed Evina Banci.

La mostra, che sarà fruibile attraverso i nostri canali online fino a quando non potremo aprirne anche fisicamente le porte, punta i riflettori su uno degli artisti che dall’unione fra arte e comunicazione hanno ottenuto il mix perfetto per raccontarsi, stupire, spiazzare e anche farci riflettere in un mondo dominato dalla tecnologia, dai new e social media.
Per questo motivo Federico Clapis supera i confini espressivi, sfuggendo a ogni definizione codificata. Le sue opere ci invitano a osservare senza retorica e senza moralismi i cambiamenti che riguardano il nostro modo di percepire il mondo e vivere il nostro rapporto con gli altri.
Qual è, e che forma ha, la nostra zona di contatto?
Ne parleremo con l’artista e insieme a voi, durante l’opening online della mostra, in diretta su Facebook, mercoledì 16 alle 19:15.
Sintonizzatevi, formulate una domanda, lasciate un commento.
Potrete così interagire direttamente con Federico, che risponderà alle vostre curiosità sul suo percorso artistico.
E mi raccomando, rimanete connessi fino alla fine, perché l’inatteso, proprio come accade nel mondo di Clapis, abita anche all’EXMA… al termine della diretta scoprirete che la sala espositiva, sebbene ancora chiusa, non è esattamente isolata come immaginate!
Siete curiosi?
Vi aspettiamo!

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BIO

Federico Clapis (nato a Milano il 4 aprile 1987) è un artista contemporaneo italiano. Inizia la sua carriera in una maniera del tutto unica, aprendo nuovi itinerari e orizzonti nel mondo dell’arte. Per anni, Clapis lavora “sotto copertura” producendo video virali sui social network e accumulando milioni di seguaci e visualizzazioni. Nel 2015, nel momento di sua più grande popolarità, decide di ritirarsi dal mondo dell’intrattenimento e converte la sua presenza online in uno strumento di disseminazione dei suoi progetti artistici fino a quel momento tenuti nascosti.

ARTIST STATEMENT

Nel 2010 inizia in un lungo viaggio interiore volto ad esplorare le più intime condizioni dell’animo umano, vive in un ashram in India e continua la sua ricerca in Occidente attraverso diversi percorsi esistenziali. Clapis si relaziona con il proprio processo artistico come materializzazione del proprio percorso, medium di introspezione da condividere con i suoi seguaci. La tecnologia, tema ricorrente nei suoi lavori più conosciuti, diviene metafora contemporanea per esplorare i nostri stati emotivi senza tempo. L’artista invita quotidianamente il suo pubblico online a scrivere e condividere sui social network quanto ogni opera susciti in loro, considerando l’atto collettivo di esternazione come parte integrante dell’intenzione artistica. Sculture, installazioni e video arte diventano così veicolo di una avventura più profonda, alla scoperta di una interiorità condivisa tra artista e osservatore.

EXHIBITIONS AND AWARDS

Neo Shibuya project at Shibuya station, Tokyo (2020); Deepscrolling, Triennale di Milano (2020); Shades of Black, Storpunkt, Munich (2019); Umano & Disumano, curated by Maria Luisa Trevisan, Art Factory, Venice (2019); Crypto Connection, Observation Point Square, London (2018); City of God, WordSaveWord, Rio de Janeiro (2017); Nati in cattività, Fondazione Maimeri, Milano (2015), winner of the Pitagora Art Prize, Pitagora Museum, Crotone (2015); Vernon Gallery, Munich (2015).

PRESS

Al Jazeera France, Settembre 2019; Corriere della Sera, Agosto 2019; Juliet, Maggio 2019; Forbes, Giugno 2018; The Times, Giugno 2018; Velvet Dubai, Giugno 2018; Il Giornale, Febbraio 2018; Artslife, Agosto 2015; La Provincia, Ottobre 2015.

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