Mamuthones e Issohadores: il rito di Mamoiada

Mamuthones e Issohadores: il rito di Mamoiada

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Scritto da Redazione

Luglio 14, 2026

Se arrivi a Mamoiada il 17 gennaio, puoi incontrare una scena fuori dal tempo: uomini vestiti di pelli scure avanzano in silenzio, mentre i campanacci scuotono l’aria. Accanto a loro, gli Issohadores si muovono con maggiore libertà e lanciano la fune verso il pubblico.

Per capire il significato del Carnevale di Mamoiada devi osservare insieme suoni, gesti e costumi. Il rito non offre una spiegazione unica, ma conserva una memoria collettiva che il paese rinnova ogni anno.

Il calendario del rito tra Sant’Antonio e Carnevale

A Mamoiada il corteo dei Mamuthones e degli Issohadores si svolge tradizionalmente il 17 gennaio, giorno dedicato a Sant’Antonio Abate. La festa coincide con l’accensione dei fuochi votivi, attorno ai quali la comunità si riunisce. In questa occasione le maschere compaiono per la prima volta nel ciclo annuale.

La tradizione ritorna anche durante il Carnevale, quando il paese organizza le uscite rituali e accoglie visitatori interessati alla cultura della Barbagia. Il calendario cristiano offre quindi il contesto nel quale il rito continua a vivere, ma non basta a chiarirne l’origine.

Le interpretazioni che collegano i Mamuthones a culti precristiani, riti agrari o alla civiltà nuragica sono diffuse e suggestive. Tuttavia, non puoi presentarle come fatti dimostrati. Mancano documenti capaci di provare una continuità diretta tra il corteo attuale e una pratica nuragica.

Il dato più sicuro è la continuità della tradizione a Mamoiada, trasmessa attraverso la comunità, la memoria orale e la partecipazione al rito.

Il significato può quindi essere letto su più piani: il rapporto con l’inverno, il desiderio di protezione, il ciclo agricolo e il passaggio dall’ordine quotidiano al tempo del Carnevale. Queste letture aiutano a comprendere il rito, ma non sostituiscono la sua storia concreta.

I Mamuthones e il linguaggio dei costumi

Quando guardi un Mamuthone, la prima cosa che noti è la compattezza della figura. Il costume scuro, il volto immobile e il peso dei campanacci rendono il suo passo lento e controllato.

Sos carrigas sono l’insieme dei grandi campanacci fissati sulla schiena attraverso una struttura di cuoio. Non si tratta di piccoli sonagli decorativi: il loro peso può essere notevole e condiziona ogni movimento. Durante il corteo, i Mamuthones avanzano in formazione e piegano il busto con gesti coordinati, facendo risuonare le campane nello stesso istante.

Il suono ha una funzione centrale. Non accompagna soltanto la processione, ma impone il ritmo e rende percepibile la presenza del gruppo anche a distanza. Se ascolti il corteo senza guardarlo, riconosci comunque la sua cadenza irregolare e solenne.

La maschera lignea è chiamata sa maschera ‘e fito. Il legno mostra un volto scuro, severo e poco naturalistico, con lineamenti stilizzati. La sua espressione non cerca il sorriso né la caricatura. Coprendo il viso, separa il portatore dalla sua identità quotidiana e lo inserisce nel ruolo rituale del Mamuthone.

Sul capo trovi sa berritta, il tradizionale copricapo di lana, insieme a su mucadore, il fazzoletto che completa e ferma la copertura del capo. La disposizione può cambiare secondo il costume e la preparazione della maschera, ma entrambi gli elementi appartengono all’abbigliamento tradizionale.

Sopra il corpo viene indossata la mastruca, una veste di pelli ovine scure. Il pelo assorbe la luce e rende la figura più pesante, quasi animalesca, senza trasformarla in una maschera fantastica. Ogni componente ha quindi una funzione pratica e visiva: proteggere, appesantire, coprire e produrre suono.

Gli Issohadores e la funzione di sa soha

Gli Issohadores accompagnano i Mamuthones, ma hanno un aspetto e un comportamento diversi. Portano il volto scoperto e indossano un abito più chiaro e vivace, con camicia bianca, corpetto colorato, pantaloni chiari e dettagli rossi. Sa berritta completa il copricapo, mentre su mucadore è il fazzoletto tradizionale, spesso colorato, portato al collo o sulle spalle.

La loro caratteristica più riconoscibile è sa soha, una fune flessibile che l’Issohadore manovra con precisione. Durante il corteo può lanciarla verso una persona tra gli spettatori e raggiungerla in modo simbolico. Il gesto introduce un contatto diretto tra la maschera e la comunità.

La soha non va interpretata come un semplice gioco per il pubblico. Nel contesto rituale, il suo lancio interrompe la distanza tra chi sfila e chi osserva. Chi viene coinvolto entra per un momento nella dinamica del corteo, tra sorpresa, rispetto della tradizione e partecipazione collettiva.

Mamuthones e Issohadores formano così una coppia contrastante. I primi procedono in silenzio, curvi sotto il peso dei campanacci. I secondi controllano lo spazio intorno a loro e dialogano con la folla. Il rito ha bisogno di entrambe le presenze.

Un significato ancora aperto

Il significato del Carnevale di Mamoiada non si riduce alla teoria dell’origine. Se osservi il corteo, capisci che il suo valore nasce anche dalla forma con cui la comunità lo pratica oggi.

Il silenzio dei Mamuthones, il rumore di sos carrigas e il movimento della soha costruiscono una sequenza precisa. Il gruppo avanza, il paese guarda, qualcuno viene coinvolto e il percorso continua. La ripetizione annuale dà stabilità al rito, mentre ogni generazione lo apprende attraverso l’esperienza.

Puoi leggere il corteo come una rappresentazione della tensione tra natura e ordine, tra anonimato e relazione sociale. Devi però distinguere le interpretazioni simboliche dalle certezze storiche. La tradizione è antica nella memoria di Mamoiada, ma la sua origine remota resta discussa.

Il suo significato più concreto si trova nella partecipazione. Chi indossa il costume, chi prepara le maschere, chi accompagna il corteo e chi assiste contribuisce alla continuità della festa. In questo senso, il Carnevale non è soltanto uno spettacolo da fotografare.

Il valore dei Mamuthones nella cultura sarda

Quando incontri i Mamuthones e gli Issohadores, non fermarti all’immagine dei costumi. Guarda la precisione dei passi, ascolta la risposta dei campanacci e osserva il modo in cui sa soha avvicina il corteo al pubblico.

Il rito di Mamoiada vive nel calendario di Sant’Antonio Abate e nel Carnevale, ma conserva un significato più ampio: custodisce una memoria condivisa senza obbligarti ad accettare ricostruzioni storiche non provate. La sua forza sta proprio nell’equilibrio tra mistero, disciplina e partecipazione comunitaria.

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